Il nostro metodo

Come nasce un piatto FEM

Un piatto morbido deve essere tre cose insieme: buono, sicuro e nutriente. Per riuscirci lavorano insieme cinque esperti, ognuno con il suo compito. Ecco il percorso di ogni ricetta, dal primo assaggio alla vaschetta.

  • 39 piatti, di cui 10 creazioni dello chef
  • 11 regioni italiane nella tradizione
  • 105 alimenti di base, con i valori delle banche dati pubbliche
  • 5 esperti dietro ogni ricetta

Chi lavora a ogni piatto

  • Chef

    Parte dal sapore che ricordiamo: il risotto della domenica, il brasato delle feste. Sceglie gli ingredienti, decide come cuocerli per concentrare il gusto e disegna il piatto, con forme e colori che fanno venire voglia di mangiare. Insieme al tecnologo studia come rendere morbida ogni ricetta senza annacquarla.

  • Tecnologo alimentare

    Si occupa della «reologia», cioè di come il cibo scorre, si deforma e si scioglie in bocca. Sceglie tempi, temperature, setacci e, quando servono, gelificanti vegetali come l’agar. Progetta la cottura, l’abbattimento rapido della temperatura e la confezione, e stabilisce per quanti giorni il piatto resta buono e sicuro.

  • Chimico degli alimenti

    Controlla che la crema resti omogenea e non perda acqua nei giorni di frigorifero, che i grassi non si alterino e che i valori nutrizionali siano quelli dichiarati. Le prove di laboratorio sul prodotto finito confermano la durata indicata sulla confezione.

  • Nutrizionista

    Bilancia ogni ricetta e la settimana intera sui riferimenti più recenti per chi ha più di 65 anni (LARN 2024 e linea guida ESPEN sulla nutrizione dell’anziano): energia e proteine calcolate sul peso e distribuite tra pranzo e cena, meno sale, più fibre e calcio, pesce e legumi tre volte a settimana.

  • Logopedista

    Assaggia e prova ogni piatto con i test IDDSI della forchetta e del cucchiaio, alla temperatura a cui si mangia. Un piatto prende un livello di consistenza solo dopo aver superato tutte le prove.

Il percorso di una ricetta

  1. Si parte dal ricordo

    Chi se ne occupa: lo chef

    Lo chef sceglie i piatti che le persone riconoscono e amano: il risotto della domenica, il brasato delle feste, la parmigiana. Per le creazioni parte da un ingrediente, da un colore, da un abbinamento nuovo.

  2. La ricetta si scrive in grammi

    Chi se ne occupa: lo chef e il nutrizionista

    Ogni ingrediente viene pesato e collegato a uno dei 105 alimenti di base delle banche dati pubbliche USDA FoodData Central e Open Food Facts. Così, prima ancora di accendere i fornelli, sappiamo quante proteine, quante fibre e quanto sale avrà il piatto, e possiamo correggere la ricetta.

  3. La consistenza giusta

    Chi se ne occupa: il tecnologo alimentare e il chimico degli alimenti

    Il piatto deve diventare morbido senza annacquarsi. Si usano cotture lunghe a bassa temperatura, setacci finissimi e, quando serve, un gelificante vegetale come l’agar, che tiene la forma anche da caldo. Si misura la «reologia»: quanto la crema è densa, quanto scorre, quanto resta unita e quanto si attacca al palato.

  4. Le prove della forchetta e del cucchiaio

    Chi se ne occupa: il logopedista

    Il logopedista prova ogni piatto con i test previsti dallo standard internazionale IDDSI, alla temperatura a cui si mangia: la forchetta che preme, il cucchiaio che si inclina. Solo quando il piatto supera tutte le prove riceve il suo livello di consistenza.

  5. Bello da vedere

    Chi se ne occupa: lo chef

    Si mangia prima con gli occhi. Strati di colore, forme fatte a cucchiaio, un filo d’olio verde: lo chef disegna ogni piatto perché metta appetito, e non sembri mai «cibo da ospedale».

  6. Buono e sicuro, giorno dopo giorno

    Chi se ne occupa: il tecnologo alimentare e il chimico degli alimenti

    Il piatto si cuoce, si raffredda subito con l’abbattitore e si chiude in una vaschetta sigillata in atmosfera protettiva. In laboratorio si controlla, all’inizio, a metà e alla fine della sua durata, che la crema resti omogenea, non perda acqua, conservi il suo gusto e resti sicura.

  7. Una settimana equilibrata

    Chi se ne occupa: il nutrizionista

    I piatti si combinano in un menù di sette giorni vario e bilanciato sui riferimenti più recenti per chi ha più di 65 anni (LARN 2024, linea guida ESPEN 2022, PROT-AGE, Linee guida CREA): proteine calcolate sul peso e distribuite tra pranzo e cena, più fibre e calcio, poco sale, pesce tre o quattro volte e legumi tre volte a settimana. Il menù su misura del questionario fa lo stesso calcolo sulla singola persona.

  8. Fino a casa tua, o sotto casa

    Chi se ne occupa: tutta la squadra

    Consegna refrigerata gratuita in tutta Italia. I piatti viaggiano abbattuti, in confezione termica: la catena del freddo non si interrompe mai. Se preferisci, i piatti arrivano al fruttivendolo o alla gastronomia del tuo quartiere, al fresco, e li ritiri quando passi a fare la spesa.

La consistenza, spiegata semplice

Per descrivere le consistenze usiamo lo standard internazionale IDDSI: un numero da 0 a 7, dove più il numero è basso, più il cibo è morbido. I nostri piatti sono ai livelli 4, 5 e 6. Il livello giusto per una persona lo indica il logopedista o il medico.

  • Livello 4 Purea

    Liscia, senza grumi, si mangia al cucchiaio e resta compatta nel piatto. Non serve masticare.

    La prova: si inclina il cucchiaio e la crema scivola via tutta insieme, senza lasciare quasi nulla.

  • Livello 5 Tritato fine e umido

    Pezzetti piccolissimi e morbidi, di 4 millimetri al massimo (la distanza tra i rebbi di una forchetta), sempre bagnati da una salsa.

    La prova: si preme con la forchetta e i pezzetti passano tra i rebbi, schiacciandosi con poca forza.

  • Livello 6 Morbido a pezzetti

    Pezzetti teneri, grandi al massimo un centimetro e mezzo, come l’unghia del pollice, che si tagliano con il lato della forchetta.

    La prova: si preme con il pollice sul dorso della forchetta e il pezzetto si schiaccia, senza tornare come prima.

Provali con i tuoi occhi

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