Glossario della disfagia

Le parole che si sentono dal logopedista, in ospedale e sui referti, spiegate in una riga. Ogni voce rimanda all’articolo che la approfondisce. A cura della Redazione FEM.

A

Acqua gelificata
Acqua, spesso aromatizzata, che arriva già in forma di gelatina morbida e si prende con il cucchiaio: aiuta a idratarsi quando i liquidi sono difficili da controllare. Si usa su indicazione del medico o del logopedista. Vedi Bere con la disfagia.
Addensante
Polvere o gel che rende più dense bevande, brodi e minestre. Esistono addensanti a base di amido e a base di gomma xantana. La dose dipende dal livello IDDSI indicato dal logopedista: «a occhio» si sbaglia facilmente. Vedi Bere con la disfagia.
Arricchimento dei cibi (Fortificazione)
Aggiungere ai piatti ingredienti nutrienti (olio, formaggio grattugiato, uova, latte in polvere) per avere più calorie e proteine senza aumentare la porzione. Vedi Nutrizione e disfagia.
Aspirazione
Passaggio di cibo, liquido o saliva sotto le corde vocali, verso trachea e polmoni. Se succede spesso può causare infezioni respiratorie. Vedi Polmonite ab ingestis.
Aspirazione silente
Aspirazione che avviene senza tosse né altri segnali evidenti. Si vede solo con gli esami strumentali (FEES o videofluoroscopia): per questo l’assenza di tosse non basta a dire che la deglutizione è sicura.

B

Bolo
Il boccone masticato e impastato con la saliva, pronto per essere deglutito.

C

Caregiver
Chi si prende cura di una persona non del tutto autonoma: un familiare, un assistente familiare, un operatore. Vedi Consigli per i pasti di ogni giorno.
Consistenza modificata (Dieta a consistenza modificata)
Cibi e bevande resi più morbidi, omogenei o densi (purea, tritato, morbido, addensato) perché siano più sicuri da masticare e deglutire. I livelli sono descritti dallo standard IDDSI.
Consistenze miste (Doppia consistenza)
Piatti con una parte liquida e una solida nello stesso boccone, come la pastina in brodo o il latte con i cereali. Sono tra i più difficili da gestire, perché bisogna controllare insieme il liquido e i pezzi.

D

Deglutizione
Il percorso del cibo dalla bocca allo stomaco. Si divide in fasi: orale (masticazione e spinta della lingua), faringea (il passaggio in gola, che dura meno di un secondo e chiude le vie respiratorie) ed esofagea.
Dietista
Professionista sanitario dell’alimentazione: imposta e adatta la dieta, previene la malnutrizione e insegna come arricchire i piatti. In Italia di nutrizione si occupano anche il biologo nutrizionista e il medico specialista in scienza dell’alimentazione.
Disfagia
Difficoltà a deglutire cibi, bevande o saliva. È un sintomo, non una malattia: accompagna condizioni come ictus, Parkinson, demenze o l’invecchiamento. Vedi Cos’è la disfagia.
Disfagia esofagea
Difficoltà più in basso, nell’esofago: la sensazione che il cibo si fermi dietro lo sterno. Ha cause diverse e se ne occupa di solito il gastroenterologo.
Disfagia orofaringea
Difficoltà nella bocca o nella gola, nel momento in cui il boccone parte. È la forma più frequente nelle persone anziane e spesso ha una causa neurologica. Se ne occupano soprattutto logopedista e foniatra.
Disidratazione
Mancanza di acqua nell’organismo. Nelle persone anziane i segni «classici» (sete, bocca asciutta, colore delle urine) non sono affidabili: le linee guida europee indicano un esame del sangue, l’osmolalità. Vedi Disidratazione negli anziani.

E

EAT-10
Questionario di dieci domande sui sintomi della deglutizione, che si compila da soli. Un punteggio di 3 o più suggerisce di parlarne con il medico. Esiste una versione italiana validata. Non è una diagnosi.

F

FEES (Valutazione fibroendoscopica della deglutizione)
Esame in cui un endoscopio sottile e flessibile, passato dal naso, mostra la gola mentre si deglutiscono cibi e liquidi colorati. Si fa in ambulatorio. Vedi Come si valuta la deglutizione.
Foniatra
Medico specialista che si occupa di voce, linguaggio e deglutizione; spesso esegue la FEES insieme al logopedista.

I

IDDSI (International Dysphagia Diet Standardisation Initiative)
Lo standard internazionale che descrive le consistenze di cibi e bevande con otto livelli, da 0 a 7: le bevande dal livello 0 al 4, i cibi dal 3 al 7. Più il numero è basso, più la consistenza è morbida o liquida.
Integratori nutrizionali orali (ONS)
Bevande, creme o polveri con energia e proteine concentrate, da usare su indicazione del medico o del dietista quando cibo e arricchimento non bastano. Esistono anche in versione addensata.

L

Logopedista
Professionista sanitario che valuta la deglutizione, indica la consistenza adatta e propone esercizi e strategie per mangiare in sicurezza. Vedi Le domande giuste da fare al logopedista.

M

Malnutrizione
Carenza di energia, proteine o altri nutrienti. Si sospetta con un calo di peso non voluto (più del 5% in sei mesi), un peso molto basso o muscoli che si riducono, insieme a pasti più piccoli o a una malattia. Vedi Nutrizione e disfagia.
Manovre di disostruzione
Le manovre di primo soccorso per liberare le vie aeree quando un boccone blocca il respiro. Si imparano in un corso pratico, per esempio con la Croce Rossa. In caso di soffocamento si chiama subito il 112.

N

Nutrizione enterale (PEG, Sondino naso-gastrico)
Alimentazione attraverso una sonda: dal naso allo stomaco (sondino) o direttamente nello stomaco attraverso la parete dell’addome (PEG). Si decide con l’équipe curante, valutando benefici, rischi e volontà della persona.

P

Penetrazione
Quando il cibo o il liquido entra nella laringe ma si ferma sopra le corde vocali, senza scendere nelle vie respiratorie. È un segnale da riferire, anche se meno grave dell’aspirazione.
Polmonite ab ingestis (Polmonite da aspirazione)
Infezione dei polmoni causata dal passaggio nelle vie respiratorie di saliva, cibo o liquidi. L’igiene della bocca, la postura e la consistenza giusta riducono il rischio. Vedi l’articolo dedicato.
Presbifagia
I cambiamenti della deglutizione legati all’età in una persona sana: più lenta, ma ancora sicura. Non è disfagia, ma la rende più probabile quando si aggiungono una malattia, farmaci o un periodo di debolezza.
Prova della forchetta
Uno dei test IDDSI che si fanno anche a casa: si preme il cibo con il dorso della forchetta finché l’unghia del pollice diventa bianca, e si guarda se si schiaccia e non torna come prima. Vedi I livelli IDDSI spiegati semplice.

R

Residuo (Ristagno)
Cibo che resta in bocca o in gola dopo aver deglutito. Si può accorgersene da una voce «bagnata» o dal bisogno di deglutire più volte per lo stesso boccone.

S

Sarcopenia
Perdita di massa e forza muscolare che accompagna l’età e la malattia. Riguarda anche i muscoli della deglutizione. Vedi Proteine e forza dopo i 70 anni.
Scialorrea
Saliva che si accumula o esce dalla bocca perché viene deglutita meno spesso. È frequente nella malattia di Parkinson. Vedi Parkinson e deglutizione.
Screening della deglutizione (Test dell’acqua)
Una prova breve, fatta da personale formato, per capire chi ha bisogno di una valutazione completa: per esempio piccoli sorsi d’acqua osservando tosse e voce. Dopo un ictus si fa prima di dare da bere o da mangiare.

V

Videofluoroscopia (VFSS, Studio videofluoroscopico della deglutizione)
Radiografia «in movimento» della deglutizione: si deglutiscono cibi e liquidi con un mezzo di contrasto e si osserva tutto il percorso, dalla bocca all’esofago. Vedi Come si valuta la deglutizione.

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