Polmonite ab ingestis: cos'è e come ridurre il rischio
Quando saliva, cibo o liquidi prendono la strada sbagliata possono causare un'infezione dei polmoni. È una delle complicazioni più serie della disfagia, ma si può prevenire con gesti quotidiani.
Il nome è da manuale di medicina, ma il concetto è semplice. «Ab ingestis» vuol dire «da ciò che è stato ingerito». La polmonite ab ingestis, chiamata anche polmonite da aspirazione, è un’infezione dei polmoni che si sviluppa quando materiale dalla bocca o dallo stomaco (saliva, cibo, bevande) finisce nelle vie respiratorie invece che nell’esofago.
Come succede
Ogni volta che deglutiamo, in una frazione di secondo la laringe si chiude e il boccone scivola nell’esofago. Se i muscoli sono più lenti o meno coordinati, una parte può «scivolare dalla parte sbagliata»: è l’aspirazione. Di solito la tosse interviene e la espelle. Ma se succede spesso, se la tosse è debole o se ciò che viene aspirato porta molti batteri, i polmoni possono infettarsi.
C’è un dettaglio importante: l’aspirazione può avvenire senza tosse. Si chiama aspirazione silente e capita quando la sensibilità della gola è ridotta, per esempio dopo un ictus. Per questo non tossire durante i pasti non basta a dire che la deglutizione è sicura: solo esami come la FEES o la videofluoroscopia lo mostrano. Li spieghiamo in Come si valuta la deglutizione.
Chi rischia di più
- Chi ha la disfagia, per qualunque causa.
- Chi ha avuto un ictus: una revisione degli studi ha stimato un rischio di polmonite circa tre volte più alto con la disfagia e circa undici volte più alto quando l’aspirazione è confermata.
- Chi ha malattie neurologiche come il Parkinson o una demenza.
- Chi ha una igiene della bocca difficile o trascurata, denti malati o protesi poco pulite.
- Chi è molto fragile, allettato o passa molto tempo sdraiato.
- Chi è sonnolento per la malattia o per alcuni farmaci.
Il documento europeo della European Society for Swallowing Disorders riporta che fino al 10% delle persone anziane che vivono a casa e vengono ricoverate per polmonite ha una polmonite ab ingestis, e la quota sale al 30% tra chi vive in una struttura.
I segnali, che negli anziani possono essere sfumati
Febbre, tosse con catarro, respiro affannoso o dolore al petto sono i segnali classici di una polmonite. Nelle persone anziane, però, possono mancare o essere lievi. A volte i primi segni sono confusione nuova, sonnolenza, debolezza, calo dell’appetito o una caduta. Se compaiono, soprattutto in chi ha difficoltà a deglutire, chiama il medico.
Cosa riduce il rischio
1. La valutazione della deglutizione. È il primo passo: il logopedista indica consistenze e strategie. Le linee guida europee raccomandano lo screening della deglutizione in tutte le persone con ictus proprio per prevenire le polmoniti.
2. L’igiene della bocca. È una delle misure più semplici ed efficaci, e spesso la più trascurata. Una revisione sistematica sulle persone anziane fragili ha indicato come intervento migliore: spazzolare i denti dopo ogni pasto, pulire la protesi una volta al giorno e una pulizia professionale settimanale. Una bocca pulita significa meno batteri da aspirare. Anche chi non ha denti ha bisogno di pulire gengive, lingua e palato.
3. La consistenza giusta. Cibi e bevande alla consistenza indicata, compresi brodi, caffè e medicine. Per orientarti: Disfagia: cosa mangiare e cosa evitare.
4. La postura. Seduti ben dritti durante il pasto e per un po’ dopo. Chi è a letto va sollevato il più possibile, mai alimentato sdraiato.
5. Il ritmo. Bocconi piccoli, uno alla volta, senza fretta e senza parlare mentre si mastica. Fermarsi se la persona è stanca o sonnolenta.
6. I farmaci. Alcuni farmaci danno sonnolenza o secchezza della bocca. Se ne prendi o ne somministri, chiedi al medico se possono influire sulla deglutizione. E per le pastiglie difficili da deglutire leggi il nostro articolo dedicato.
7. Le vaccinazioni. Chiedi al medico di famiglia se sono in regola quelle raccomandate per l’età, come le vaccinazioni contro l’influenza e lo pneumococco.
Se succede, non è colpa di nessuno
Una polmonite ab ingestis può capitare anche con tutte le attenzioni. Riconoscerla presto e curarla è ciò che conta. Dopo un episodio, chiedi una nuova valutazione della deglutizione: le indicazioni potrebbero dover cambiare.
Domande frequenti
Che differenza c'è tra «andare di traverso» e polmonite ab ingestis?
«Andare di traverso» è l'episodio: un po' di cibo o liquido entra nelle vie respiratorie e di solito la tosse lo espelle. La polmonite ab ingestis è l'infezione che può svilupparsi quando questo succede spesso, quando la tosse non basta, o quando ciò che viene aspirato porta con sé molti batteri, per esempio da una bocca poco curata.
Si può avere un'aspirazione senza tossire?
Sì, si chiama aspirazione silente. Succede quando la sensibilità della gola è ridotta, per esempio dopo un ictus o in alcune malattie neurologiche. Si individua solo con esami come la FEES o la videofluoroscopia.
Come si previene la polmonite ab ingestis?
Con una valutazione della deglutizione e la consistenza indicata dal logopedista, la postura seduta e dritta durante e dopo i pasti, pasti senza fretta e, soprattutto, una buona igiene della bocca. Chiedi al medico anche delle vaccinazioni raccomandate per l'età.
Fonti
- Aspiration pneumonia (Mandell e Niederman). The New England Journal of Medicine, 2019.
- Oral health care and aspiration pneumonia in frail older people: a systematic literature review (van der Maarel-Wierink et al.). Gerodontology, 2013.
- Dysphagia after stroke: incidence, diagnosis, and pulmonary complications (Martino et al.). Stroke, 2005.
- European Society for Swallowing Disorders – European Union Geriatric Medicine Society white paper: oropharyngeal dysphagia as a geriatric syndrome (Baijens et al.). Clinical Interventions in Aging, 2016.
- European Stroke Organisation and European Society for Swallowing Disorders guideline for the diagnosis and treatment of post-stroke dysphagia (Dziewas et al.). European Stroke Journal, 2021.