Pastiglie difficili da deglutire: cosa fare (e cosa non fare)
Frantumare una compressa o aprire una capsula sembra la soluzione più semplice, ma non sempre è sicuro. Come chiedere forme diverse, cosa non va mai manipolato e quando servono tecniche particolari.
Per molte persone con difficoltà a deglutire, il momento più temuto della giornata non è il pranzo: è la manciata di pastiglie del mattino. Compresse grandi, capsule che si attaccano al palato, un sorso d’acqua che va di traverso. La tentazione è frantumare tutto in un cucchiaio. A volte si può fare, ma non sempre, e la differenza conta.
Perché le pastiglie sono un problema
Le compresse sono piccole, dure e scivolose; le capsule galleggiano e si attaccano. Per inghiottirle serve un sorso di liquido sottile, cioè proprio la consistenza più difficile per chi ha la disfagia. Uno studio su persone con disfagia dopo un ictus ha osservato che deglutire compresse e capsule aumentava il rischio che qualcosa entrasse nelle vie respiratorie.
Prima regola: non frantumare senza chiedere
Una guida della Rete Cure Sicure della Regione Friuli Venezia Giulia, pensata per operatori sanitari e caregiver, è molto chiara: tritare le compresse o aprire le capsule non è sempre sicuro e va fatto solo se si è sicuri che il farmaco resti efficace e non diventi dannoso. Secondo la guida non si devono manipolare:
- le capsule molli: non si riesce a prelevare la dose intera;
- le compresse rivestite: il farmaco può diventare instabile o irritante, o avere un sapore sgradevole;
- le forme gastroresistenti: il rivestimento protegge il farmaco dall’acidità dello stomaco, e senza diventa inefficace;
- le forme a rilascio prolungato o modificato: invece di liberarsi poco alla volta, la dose arriva tutta insieme, con il rischio di effetti tossici all’inizio e di nessun effetto dopo;
- i farmaci irritanti per la pelle o le mucose e quelli pericolosi da inalare per chi li prepara.
Spesso queste forme si riconoscono da sigle sulla confezione (per esempio «RP», «RM», «gastroresistente»), ma non sempre: il modo sicuro è chiedere.
Le alternative da chiedere
Prima di manipolare un farmaco, la guida indica di verificare con il farmacista e il medico se:
- esiste un’altra via, per esempio un cerotto o un’iniezione, con la stessa efficacia;
- esiste un’altra forma orale più facile: gocce, sciroppo, bustine, compresse effervescenti o che si sciolgono in bocca, granulati;
- esiste un farmaco equivalente che non richiede manipolazioni;
- il farmaco si può comunque manipolare, controllandone efficacia e sicurezza.
Un consiglio pratico: porta al farmacista l’elenco completo di tutto ciò che prendi, compresi integratori e farmaci da banco, e chiedi una revisione «pastiglia per pastiglia». A volte qualcuna si può anche togliere: lo decide il medico.
Se il medico dice che si può tritare
- Usa un tritapastiglie personale e pulito, una pastiglia alla volta se non diversamente indicato.
- Mescola la polvere con una piccola quantità di un veicolo indicato (per esempio un cucchiaio di purea alla consistenza giusta), non con un intero piatto: la dose deve essere presa tutta.
- Prepara e dai subito: alcuni farmaci si alterano a contatto con aria e luce.
- Scrivi le istruzioni sul foglio della terapia, così chiunque assista fa allo stesso modo.
Una nota etica che la guida sottolinea: i farmaci non vanno nascosti nel cibo per somministrarli a una persona che non li vuole. Se qualcuno rifiuta la terapia, se ne parla con il medico.
Bevande addensate e farmaci
Se il logopedista ha indicato bevande addensate, attenzione: uno studio ha mostrato che nei liquidi molto densi alcuni farmaci si liberano più lentamente. Chiedi al farmacista come prendere ogni medicina (con quale veicolo e a quale densità). Sulle bevande leggi anche Bere con la disfagia.
E se la difficoltà è solo con le pastiglie?
C’è chi non ha una disfagia ma fatica comunque a ingoiare le compresse. Uno studio tedesco su 151 adulti ha provato due tecniche: la «tecnica della bottiglia» per le compresse (bere dalla bottiglia di plastica tenendo le labbra ben chiuse sul collo e aspirando) e la «testa in avanti» per le capsule (deglutire con il mento verso il petto). Hanno aiutato molte delle persone che le hanno provate.
Attenzione: sono tecniche pensate per chi non ha una disfagia. Se il logopedista ti ha indicato una consistenza o una postura particolare, non provarle senza averne parlato con lui.
In sintesi
- Non frantumare e non aprire niente senza aver chiesto.
- Chiedi se esiste una forma più facile o un’alternativa.
- Una pastiglia alla volta, seduti dritti, con il veicolo indicato.
- Controlla che la bocca sia vuota dopo ogni assunzione.
- Se una pastiglia va di traverso spesso, riferiscilo al medico e al logopedista.
Domande frequenti
Posso tritare le pastiglie se non riesco a ingoiarle?
Solo dopo averlo chiesto al medico o al farmacista. Alcuni farmaci tritati perdono efficacia (per esempio quelli gastroresistenti), altri rilasciano tutta la dose insieme con il rischio di effetti tossici (quelli a rilascio prolungato), altri ancora sono irritanti o pericolosi da maneggiare.
Che alternative esistono alle compresse?
Per molti principi attivi esistono gocce, sciroppi, bustine da sciogliere, compresse effervescenti o orodispersibili, granulati, cerotti o altre vie di somministrazione. A volte c'è un farmaco equivalente in una forma più facile. Porta al farmacista l'elenco completo delle terapie.
Si possono prendere le pastiglie con lo yogurt o la purea?
A volte sì, se il farmaco può essere preso con il cibo e se la consistenza è quella indicata dal logopedista. Ma non vale per tutti i farmaci: chiedi prima al farmacista, e non mescolare la medicina a un intero piatto, per essere sicuro che venga presa tutta la dose.
Fonti
- Breve guida alla somministrazione del farmaco per via orale nel paziente disfagico. Rete Cure Sicure FVG – Regione Friuli Venezia Giulia (ospitato da SIFO), 2019.
- Swallowing tablets and capsules increases the risk of penetration and aspiration in patients with stroke-induced dysphagia (Schiele et al.). Dysphagia, 2015.
- Two techniques to make swallowing pills easier (Schiele et al.). Annals of Family Medicine, 2014.
- Thickening agents used for dysphagia management: effect on bioavailability of water, medication and feelings of satiety (Cichero). Nutrition Journal, 2013.